Il 2025 sta volgendo al termine e, come ogni anno, è il momento dei buoni propositi e delle riflessioni su tante cose.
Per chi, come me, vende cibo, dicembre è anche il mese più dinamico dell’anno: un motivo in più per pensare a questo ultimo scorcio del 2025 che stiamo per salutare.

Sebbene la mia azienda sia ancora molto giovane, ho già 16 anni di esperienza nel settore, e questo 2025 è stato un anno rivelatore.
Seoul non è più l’unico mercato
In passato, cibo italiano e vino si vendevano praticamente solo a Seoul, e la maggior parte delle aziende si concentrava lì.
Quest’anno è diverso: nella capitale hanno chiuso molti locali, e quelli che restano soffrono una competizione feroce.
I cittadini di Seoul, poi, sono molto diversi a seconda dei quartieri: per avere successo, un ristorante deve posizionarsi in zone costosissime.
Un altro problema cronico è la velocità dei trend e dei cambiamenti, che a lungo andare danneggiano i business, secondo me.
Programmi come 흑백요리사 (Culinary Wars), inoltre, hanno un effetto negativo: invece di promuovere la cultura del cibo in generale, creano solo miti e nuove icone che, in caso di vittoria, beneficiano esclusivamente del proprio successo.
La cucina italiana, ormai, dovunque
In passato, entrare in un ristorante italiano fuori Seoul – persino alle porte della capitale, come a Bucheon o Bundang – significava spesso imbattersi in progetti fusion con sapori poco autentici.
Oggi non è più così. Ci sono locali eccellenti in ogni regione della Corea: non parlo solo di Busan, che è una metropoli, ma anche di centri più piccoli come Bucheon, Jinju, Cheongju, Cheonan, Iksan, Changwon, Songdo e Bundang.
Questo generale miglioramento della qualità non arriva grazie a Michelin o alle gare televisive, ma dalla vera passione degli chef coreani: hanno viaggiato in Italia, imparato, perfezionato la loro arte.






Una clientela differente
I ristoranti lontani dalla capitale godono di vantaggi importanti:
Quasi zero concorrenza
Una clientela locale benestante
Meno vulnerabilità ai trend passeggieri
Mi piace chiamarli “Oasi della cucina italiana”. Sono locali che diffondono vera cultura popolare: per esempio, Osteria Moon a Cheongju, con le sue magliette del Napoli e il proprietario Alessandro Moon che non nasconde l’amore per la sua seconda patria.
Oppure Mattina a Iksan: in una stradina piena di locali coreani, è una perla assoluta, con una lista vini dalle Langhe, Toscana e Sicilia, e un menu italiano splendido.
Donuffizi a Bundang, aperto da poco: lo chef-proprietario, dopo esperienze in un ristorante Michelin in Giappone e a Seoul da July, ha scelto una strada principale della città – spesso chiamata “la strada dei caffè” – ed è l’unico a offrire quella qualità e attenzione. Risultato? Sempre pieno. I numeri non mentono.
A Cheonan, al ristorante Classico, il mio amico chef e proprietario lavora instancabilmente da oltre sette anni. La gente apprezza e torna, proprio come nei ristoranti italiani in Italia: clientela altamente fedele, che arriva anche dalle città e paesi vicini.
A Jinju e Changwon, Nido e La Luna sono altri esempi di oasi della cultura italiana.
A Busan la situazione è più complessa, trattandosi di una metropoli, ma alcuni nomi mi vengono subito in mente: Vigneto, Aboo, Trattoria Dante e, perché no, la gelateria di Elena “La mia Estate”.
Altre oasi fuori dai radar: Daejeon e Daegu
Anche a Daejeon e Daegu, città che spesso sfuggono ai riflettori, ho notato un paio di locali nuovi e promettenti: l’Angolo e Sole e Vento, quest’ultima una pizzeria siciliana che sta attirando attenzione per la sua autenticità.
A Daejeon è anche molto interessante Trattoria Libero: un posto che mi ha colpito per l’atmosfera calda e familiare, con piatti curati e ingredienti di qualità che riportano dritti in Italia. Si sente la passione dello chef, e la clientela locale lo sta premiando – un’altra conferma che queste oasi provinciali stanno crescendo grazie a proposte genuine, lontane dal caos dei trend.
Oltre il mare: Jeju, la “Sicilia coreana”
A Jeju, che amo chiamare la Sicilia della Corea per la sua bellezza vulcanica e il ritmo rilassato, c’è tanto da scoprire sul fronte italiano. Seguo con attenzione lo sviluppo dei locali sull’isola – che adoro visceralmente – e noto una crescente passione per gli ingredienti di qualità.Il fiore all’occhiello è senza dubbio Papero: un ristorante italiano che propone tartufo, oli eccellenti, piatti ricercati e sempre freschissimi, con una cura che si sente in ogni boccone.
Poi c’è Sicilia Tam Tam, con le sue serate di musica dal vivo e classi di cucina che trasformano una semplice cena (o pranzo) in un’esperienza coinvolgente.Non dimentichiamo The Spoon Jeju, un posto accogliente e raffinato, e il nuovissimo Mammalia, aperto da un giovane palermitano: qui la qualità è alta, ma i prezzi restano accessibili, rendendolo perfetto per chi vuole autentico senza strafare.
Jeju sta diventando una vera oasi a parte: lontana dal caos di Seoul, con una clientela rilassata e chef che sperimentano senza snaturare le radici italiane.
Analizzare i dati
I nostri clienti sparsi per la Corea fuori Seoul mostrano una consistenza maggiore: ordini mensili stabili, quasi mai periodi di magra, alta fidelizzazione.
Al confronto, lavorare con i clienti di Seoul è un inferno: cambiano ingredienti di continuo, se le vendite rallentano vanno in panico e stravolgono il menu come se fosse la fine del mondo.
Analizzando le vendite di questo mese di Doremi Cucina, il trend è evidente: i nuovi clienti arrivano soprattutto dalle province, il tartufo lo ordinano molto di più fuori dalla capitale, mentre i ristoranti di Seoul – sempre meno – si concentrano su altri prodotti.
Devo ammettere che questo risultato non è casuale: è anche frutto della mia attività di vendita in giro per la Corea. Ho visitato questi piccoli centri, conosciuto di persona gli chef, fatto assaggiare i prodotti. In tanti casi mi hanno detto che nessun importatore era mai arrivato fin lì.
Anni fa mi capitò lo stesso a Busan, quando andai a conoscere 오스테리아 어부 (Aboo Osteria), un locale famosissimo nel centro: anche lì, fui il primo importatore a presentarmi di persona al proprietario.
Prospettive per il 2026: trend e previsioni
Il 2025 ci ha mostrato uno spostamento chiaro: la cucina italiana autentica sta conquistando sempre più spazio fuori da Seoul, nelle province e nelle “oasi” che ho raccontato. Continuerà questo shift verso le province nel 2026?Credo proprio di sì. La cucina italiana in Corea sembra inarrestabile: sempre più chef – coreani e non – capiscono che l’autenticità è il vero investimento per un business duraturo. Non più fusion forzate o trend passeggeri, ma proposte genuine che fidelizzano una clientela stabile e appassionata.
Prodotti specifici in crescita
Dai dati che vediamo sul campo con Doremi Cucina, alcuni prodotti sono destinati a esplodere ancora di più nelle oasi provinciali:
Il tartufo, già molto richiesto fuori Seoul, continuerà a crescere grazie a piatti ricercati ma accessibili.
La pasta artigianale, simbolo di qualità e tradizione, sta diventando un must in molti menu.
L’olio extravergine di qualità avanza in tutto il territorio, usato non solo per cucinare ma come condimento a crudo.
Un’impennata la vedo anche per i formaggi italiani autentici: parmigiano, pecorino, gorgonzola e burrata fresca stanno comparendo sempre più spesso nei menu, soprattutto nelle province dove la clientela apprezza la fedeltà alle ricette originali.
Le sfide ahead
Non tutto sarà rose e fiori. L’euro è altissimo in questi mesi (intorno ai 1700-1740 won), e questo rende le importazioni più care, complicando le vendite di prodotti premium.
L’inflazione globale non aiuta, e molti chef potrebbero esitare su ingredienti costosi.
Inoltre, la seconda stagione di 흑백요리사 (Culinary Class Wars), appena partita a dicembre 2025, potrebbe creare nuovo hype – ma, come l’anno scorso, rischia di generare miti temporanei più che una vera cultura del cibo. Vedremo se i nuovi programmi TV che arriveranno speculeranno sul “trend Italia” o aiuteranno a diffondere autenticità.
Il ruolo di Doremi Cucina
Questo 2025 è stato fondamentale per noi: tanti eventi promozionali, visite in giro per la Corea, incontri diretti con chef che non avevano mai visto un importatore bussare alla loro porta.
Abbiamo costruito relazioni vere, e i numeri lo dimostrano.
Per il 2026 vogliamo continuare su questa strada, ma con più intensità: aumentare la frequenza degli eventi, coinvolgere più partner (forse anche alcuni chef delle oasi che ho citato), organizzare degustazioni itineranti e promuovere con ancora più efficacia i prodotti autentici.
L’obiettivo è semplice: portare l’Italia vera in ogni angolo della Corea, sostenendo chi crede nella qualità duratura invece che nei fuochi d’artificio.
E voi? Avete già scoperto nuove oasi o prodotti italiani che vi hanno fatto impazzire quest’anno?
Scrivetemi nei commenti o su Instagram: mi piace sentire le vostre storie, e chissà, magari la prossima visita la facciamo insieme!
Le oasi della vera cucina italiana sparse per la Corea
Ecco una lista aggiornata e più completa delle oasi autentiche della cucina italiana nelle province coreane.
Osteria Aboo (오스테리아 어부): Icona della cucina italiana meridionale con frutti di mare freschi locali; Michelin-selected, autentico e innovativo.
Vigneto: Chef formati all’ALMA in Italia; atmosfera intima con piatti fedeli alla tradizione (Michelin Plate).
Kitchen Dongbaek: Fine-dining in un ex museo d’arte; corsi eleganti e ingredienti premium.
El Olive: Farm-to-table con vista mare; piatti freschissimi e autentici.
Fiotto: Italian contemporary con ingredienti dalla fattoria; 1 Stella Michelin e Green Star.
Cor Pasta Bar: Specializzato in pasta fresca.
Daejeon
Trattoria Libero: Atmosfera calda e familiare, piatti curati con ingredienti di qualità.
L’angolo: Locale promettente e autentico, emergente nella scena locale.
Nuovo Napoli: Apprezzato per pasta e pizza autentiche; tra i top recensiti.
Daegu
Zione Kitchen: Forno a legna importato dall’Italia; tra le scelte top per cucina tradizionale autentica.
Sole e Vento: Pizzeria siciliana emergente con focus su sapori genuini.
Jeju Island
Papero: Fiore all’occhiello con tartufo, oli eccellenti e piatti freschissimi.
The Spoon Jeju: Accogliente e raffinato, con vista mozzafiato.
Sicilia Tam Tam: Serate musicali e classi di cucina per un’esperienza coinvolgente.
Mammalia: Giovane palermitano alla guida; qualità alta a prezzi accessibili.
Modica: Cucina siciliana autentica, una delle più genuine sull’isola.
Altre città
Osteria Moon (Cheongju, Chungcheongbuk-do): Passione per l’Italia con magliette del Napoli e piatti genuini.
Mattina (Iksan, Jeollabuk-do): Perla nascosta con menu splendido e vini italiani top.
Donuffizi (Bundang, Gyeonggi-do): Chef con esperienze Michelin; qualità impeccabile e sempre pieno.
Classico (Cheonan, Chungcheongnam-do): Oltre sette anni di passione; clientela fedele da lontano.
Nido (Jinju, Gyeongsangnam-do): Pasta artigianale e standard altissimi nel sud.
La Luna (Changwon, Gyeongsangnam-do): Oasi di cultura italiana autentica.
Queste oasi stanno crescendo grazie a chef appassionati (spesso formati in Italia) e una clientela che cerca il vero sapore italiano, lontano dai trend di Seoul.
La lista non è esaustiva – la Corea ne ha sempre di nuove!
Se ne hai visitate altre o vuoi dettagli su una specifica, fammi sapere.
Magari la prossima “gita sul campo” la organizziamo insieme!








